Progetti ad alto impatto ambientale: cosa cambia e quali supporteremo nel 2026
di Katrin Müller & Vanessa Ricca, in data 27/01/2026All’inizio del 2024 vi abbiamo presentato un nuovo capitolo della “nostra nuova strategia sostenibile”, che passava da un approccio “un albero per ogni acquisto” a una selezione più ampia e diversificata di progetti ad alto impatto ambientale e sociale.
Oggi ci teniamo ad aggiornarvi sulle novità, perché la nostra strategia si è evoluta ancora una volta. In questo percorso continuiamo a valorizzare ciò che funziona, rivediamo ciò che non ha dato i risultati attesi e concentriamo il nostro supporto dove possiamo generare un impatto più chiaro, verificabile e di lungo periodo.
Siamo fermamente convinti che il nostro contributo più grande sia cambiare il modo in cui consumiamo, offrendo ai nostri clienti i migliori prodotti ricondizionati. Come dimostra il nostro modello di calcolo verificato ISO 14040/44 – il ricondizionamento permette di evitare quantità significative di emissioni di CO₂, rifiuti elettronici, consumo di acqua e utilizzo di materiali (vedi qui).
Allo stesso tempo, sappiamo che il mondo sta affrontando sfide ambientali e sociali che vanno oltre ciò che una singola azienda può risolvere attraverso la propria catena del valore. Per questo investiamo anche in progetti selezionati che riteniamo possano creare benefici misurabili per gli ecosistemi, per il clima e nella lotta contro la crisi globale dei rifiuti elettronici.
Foto di Anna Ryzhkova
myclimate: ripristino delle foreste in Nicaragua insieme alle famiglie di piccoli agricoltori (CommuniTree)
Nel 2026, continuiamo a collaborare con myclimate per il restauro degli ecosistemi, ma il nostro investimento si sposta su una nuova iniziativa: CommuniTree in Nicaragua (in precedenza, abbiamo supportato il progetto EthioTrees in Etiopia). Il nuovo progetto ha sede a San Juan de Limay e Somoto ed è un programma di riforestazione guidato dalle comunità locali che lavora con oltre 4.000 famiglie di piccoli agricoltori e ripristina più di 17.000 ettari di territorio. È certificato secondo lo standard Plan Vivo dal 2010 e i crediti sono monitorati e verificati attraverso un sistema che combina visite sul campo, rendicontazione digitale e verifiche indipendenti.
CommuniTree è progettato per far sì che la riforestazione funzioni anche per le persone: le famiglie integrano gli alberi nei loro sistemi agricoli esistenti (tra cui piantagioni miste, agroforestazione del caffè e sistemi silvopastorali), ricevono supporto nel lungo periodo e ricevono pagamenti per i servizi ecosistemici, con un potenziale di reddito aggiuntivo nel tempo (ad esempio attraverso la gestione sostenibile del legname).
Così, dopo il nostro contributo al progetto di riforestazione in Etiopia, grazie al quale in futuro saranno catturate 9.500 tonnellate di CO₂, il nostro percorso di oggi aggiunge altre 1.000 tonnellate di CO₂ all’impatto futuro.
Per approfondire: Un nuovo capitolo per il ripristino degli ecosistemi: la riforestazione partecipativa in Nicaragua
Carbony: una nuova soluzione per la rimozione duratura della CO₂ tramite la meteorizzazione arricchita delle rocce
Il secondo progetto della nostra selezione si concentra sulla rimozione del carbonio dall’atmosfera (carbon removal), che è diversa sia dalle “emissioni evitate” sia dai tradizionali progetti ambientali come la riforestazione. L’IPCC (il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) lo ha detto chiaro: per raggiungere il “net zero” a livello globale non bastano forti riduzioni delle emissioni, ma è necessaria anche la rimozione attiva di CO₂ dall’atmosfera per compensare le emissioni residue.
Per questo continuiamo a sostenere Carbony, il nostro partner per l’Enhanced Rock Weathering, anche detto “ERW” o meteorizzazione arricchita delle rocce. L’ERW accelera un processo che di per sé è naturale: la roccia silicatica finemente macinata reagisce a contatto con CO₂, acqua e aria, trasformandosi nel tempo in carbonati stabili. L’obiettivo di Carbony è sviluppare e certificare progetti di meteorizzazione arricchita con sistemi di misurazione e verifica robusti, in modo che le aziende sostengano rimozioni reali e non affermazioni poco chiare.
Per quanto riguarda la rimozione di carbonio, abbiamo aggiornato la nostra strategia per concentrarci sulla ERW esclusivamente con il partner Carbony. Il motivo è uno: vogliamo portare avanti un approccio più focalizzato, puntando sul suo potenziale di lungo periodo. Allo stesso tempo, seplificare il nostro set di progetti ci permette di comunicarli in modo più comprensibile. Con la tecnologia ERW di Carbony, refurbed si è già impegnata a rimuovere in futuro oltre 160 tonnellate di CO₂. Nel 2026 prevediamo di aggiungere altre 60 tonnellate di CO₂e.
Per approfondire: Ridurre la CO₂ tramite processi naturali: il ruolo della meteorizzazione arricchita di Carbony
minimise: affrontare la crescente crisi globale dei rifiuti elettronici attraverso un riciclo formale e documentato
I rifiuti elettronici sono uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita al mondo e rappresentano un problema globale con ampie zone d’ombra. Il Global E-waste Monitor 2024 riporta che nel 2022 il mondo ha generato 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, ma solo il 22,3% è stato documentato come raccolto e riciclato formalmente in modo corretto. Il resto dell’e-waste viene spedito per vie illegali nel Sud del Mondo, dove i rifiuti elettronici non vengono trattati in modo sicuro e sostenibile.
È qui che entra in gioco minimise, una start-up che sosteniamo dal 2024. minimise sta costruendo un sistema che aiuta a spostare i rifiuti elettronici da canali informali e dannosi verso un riciclo professionale e documentato. Lavora con chi raccoglie questi rifiuti e con partner di riciclo locali; traccia il percorso dei rifiuti dalla raccolta al trattamento fino al reinserimento nei cicli produttivi e fornisce prove di riciclo sulla propria piattaforma.
Per refurbed, questo lavoro è direttamente collegato ai prodotti che vendiamo: l’elettronica dovrebbe durare più a lungo grazie al riutilizzo e alla riparazione, ma prima o poi ogni dispositivo raggiunge la fine del suo ciclo di vita, rendendo necessario un riciclo sicuro più in basso nella gerarchia dei rifiuti.
Insieme a minimise, possiamo massimizzare i risultati ottenuti nel periodo 2024–2025, durante il quale abbiamo raccolto e riciclato formalmente oltre 17.000 tonnellate di rifiuti elettronici in Ghana, Zambia e Messico. Nel 2026 torneremo in Ghana e prevediamo di superare il nostro impatto precedente con 20.000 tonnellate.
Per approfondire: Raddoppiamo l’impegno contro i rifiuti elettronici: novità dalla nostra partnership con minimise
Tutto questo è possibile grazie a voi
Guardando al futuro, la nostra direzione è semplice: continueremo a investire dove possiamo creare un impatto chiaro e verificabile e dove il nostro supporto aiuta i progetti a crescere oltre una singola stagione o campagna. Questo significa restare sufficientemente flessibili da esplorare nuove idee e partner man mano che il settore dell’impatto evolve, assicurandoci allo stesso tempo che i nostri attuali partner possano contare su di noi e pianificare nel lungo periodo.
Siamo sempre interessati a conoscere nuovi approcci e tecnologie, perché sappiamo che serve coraggio per rompere gli schemi e avviare qualcosa di nuovo. Proprio come il ricondizionato fino a qualche anno fa, alcune soluzioni possono essere ancora piccole oggi – ma con il giusto supporto possono diventare il prossimo grande motore di cambiamento.
E infine: grazie. Ogni acquisto su refurbed rende possibile questo lavoro. I nostri clienti non solo rendono possibile la nostra missione, ma contribuiscono a creare un impatto positivo, per tutti. Scegliendo il ricondizionato su refurbed contribuisci ogni giorno a ridurre rifiuti ed emissioni, e ci dai la possibilità di ampliare questo impatto grazie tramite partnership che fanno la differenza in tutto il mondo.
