Raddoppiamo l’impegno contro i rifiuti elettronici: novità dalla nostra partnership con minimise

di Katrin Müller & Vanessa Ricca, in data 27/01/2026

All’inizio del 2024 vi abbiamo raccontato dei motivi per i quali refurbed ha scelto di unire le forze con minimise con l’obiettivo di combattere i rifiuti elettronici (ne parlavamo in questo articolo). Oggi vogliamo aggiornarvi sui risvolti: perché la sfida dell’e-waste cresce rapidamente e perché il nostro lavoro con minimise intanto si è evoluto: dalla gestione dei “soli telefoni” a una raccolta e un riciclo dei rifiuti elettronici molto più concreta ed estendibile su larga scala.

© minimise

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Perché investiamo nella raccolta e nel riciclo dei rifiuti elettronici nel Sud del mondo

I rifiuti elettronici sono uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita al mondo. Nel 2022, a livello globale sono stati generati 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici – un record - e solo il 22,3% è stato documentato come correttamente raccolto e riciclato. Ma il peggio deve ancora arrivare: si prevede che entro il 2030 i rifiuti elettronici globali raggiungeranno vette come 82 milioni di tonnellate, mentre il tasso di riciclo documentato è destinato a diminuire se i sistemi correnti non verranno migliorati (vedi il Global E-Waste Monitor 2024).

Dove finisce il resto? Troppo spesso, i rifiuti elettronici generati nel mondo occidentale finiscono illegalmente in regioni in cui i sistemi di gestione dei rifiuti sono poco sviluppati – e dove il riciclo informale può significare combustione all’aperto e smontaggio non sicuro delle parti. Il riciclo informale e non corretto dei rifiuti elettronici rilascia sostanze tossiche che non solo hanno gravi conseguenze ambientali, ma rappresentano anche seri rischi per la salute dei lavoratori e delle comunità vicine.

Ecco perché concentriamo parte dei nostri investimenti ad alto impatto sul settore dei rifiuti elettronici nel Sud globale: perché il divario tra “rifiuti elettronici generati” e “rifiuti elettronici trattati in modo sicuro” è enorme – e perché finanziare sistemi di raccolta e riciclo sicuri può prevenire l’inquinamento e allo stesso tempo sostenere i mezzi di sussistenza locali.

© minimise

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Cosa fa minimise (e cosa rende diverso il suo approccio)

minimise lavora attraverso una rete di partner locali e contribuisce a collegare il “primo miglio” della raccolta con un riciclo formale e ambientalmente corretto. Una delle principali sfide a livello globale è che gran parte della raccolta avviene in modo informale, spesso con condizioni di lavoro mal retribuite, non sicure e poco documentate. minimise affronta questo problema:

  • sostenendo partner locali che incentivano economicamente chi raccoglie in modo informale, permettendo di passare alla raccolta e al conferimento dei rifiuti elettronici presso impianti di raccolta formali
  • utilizzando software per documentare ogni fase (origine, categoria, località, materiali recuperati, smaltimento sicuro), rendendo i risultati tracciabili e verificabili
  • rilasciando prove digitali di riciclo basate su verifiche – l’impatto non viene quindi solo dichiarato, ma dimostrato
  • progettando esplicitamente i progetti attorno a pratiche più sicure, sviluppo delle competenze e capacità locali (formazione, attrezzature professionali e processi migliorati)

In breve: l’obiettivo non è solo “raccogliere di più”, ma rendere il riciclo più sicuro, più equo e più trasparente – e contribuire a costruire un’economia locale del riciclo, invece di spostare semplicemente i rifiuti altrove.

© minimise

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Il nostro impatto finora e perché raddoppiamo l’impegno nel 2026

La nostra collaborazione con minimise ha supportato progetti in diversi Paesi e ci ha permesso di elevare significativamente l’approccio all’e-waste:

  • 2024: 50.000 telefoni raccolti e riciclati in Ghana (≈ 2.700 kg di rifiuti elettronici)
  • 2025: passaggio da un approccio basato sui soli telefoni, ad uno che include anche rifiuti elettronici misti15.000 kg raccolti e riciclati attraverso progetti in Messico e Zambia (ancora in corso)
  • 2026 (previsto): 20.000 kg in Ghana – nel 2026 ci concentriamo solo sul Ghana, per poter andare più a fondo, raccontare meglio il progetto e mostrare il lavoro da vicino

Perché quindi un focus ancora maggiore sui rifiuti elettronici nel 2026?

Crediamo fermamente che il nostro contributo più grande sia rendere il ricondizionato la prima e più semplice scelta. Il nostro modello di calcolo verificato ISO 14040/44 dimostra che questo approccio evita tra il 76% e il 96% dei rifiuti elettronici (a seconda del prodotto) rispetto all’acquisto di nuovi smartphone, tablet o PC portatili.

Prolungare la vita di un dispositivo è il modo più efficace per prevenire i rifiuti fin dall’inizio. Tuttavia, anche il dispositivo più utilizzato raggiunge prima o poi la fine del suo ciclo di vita. Inoltre, il ricondizionamento non elimina del tutto i rifiuti elettronici, poiché talvolta richiede l’utilizzo di parti di ricambio nei dispositivi da ricondizionare. Anche questo genera rifiuti elettronici – seppur in misura molto minore rispetto a un prodotto nuovo. Per questo, la raccolta e il riciclo dei rifiuti elettronici restano fondamentali: come soluzione necessaria più in basso nella gerarchia dei rifiuti, per la tecnologia che non può più essere ricondizionata o che richiede nuovi componenti. Con minimise vogliamo contribuire a garantire che la “gestione del fine vita” avvenga in modo sicuro e responsabile.

Nel 2026 ci sentirai parlare più spesso di rifiuti elettronici, perché questo tema è strettamente legato al nostro modello di business e ai nostri prodotti. Noi di refurbed vogliamo rivedere il concetto di “nuovo” e cambiare il modo in cui consumiamo. Ciò significa convincere le persone a utilizzare la tecnologia più a lungo (e a scegliere il ricondizionato quando arriva il momento di sostituirla), ma anche parlare apertamente delle conseguenze della nostra crescente dipendenza dalla tecnologia. Crediamo sia necessario parlare in modo onesto del modo in cui vengono trattati i dispositivi nell’ultima fase del loro percorso – e sostenere partner come minimise che sono al nostro fianco nella lotta per un’economia più circolare.

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